La strategia n. 6 dell’imprenditore italiano: essere lenti

C’è un vecchio detto italiano che più o meno recita così:

“Chi va piano, va sano e va lontano; chi va forte va incontro alla morte”.

I detti sono stati pensati da persone sicuramente di grande esperienza, dotate di una saggezza fuori dal comune. Non manca mai occasione, ad ognuno di noi, di tirare fuori qualche detto al momento opportuno come commento finale di qualche argomento. Magari pensiamo di fare belle figura e passare per saggi anche noi..

Certamente è un detto che può essere utilizzato in tante occasioni, in primis per la guida di un veicolo. Guida piano e andrai lontano; guida veloce ed i tuoi rischi, di avere e provocare un incidente con conseguenze gravi, aumenteranno notevolmente.

Ma non possiamo utilizzare questa frase per tutto. Non può andare bene per tutti gli argomenti.

Nel passato certamente, era utilizzato da tanti bravi imprenditori che hanno costruito sapientemente le loro aziende e le hanno fatte crescere in maniera intelligente in un mercato che era poco dinamico, sia in termini di numero di competitors, sia in termini aree geografiche di attività.

Inoltre, la tecnologia non si sviluppava con la stessa velocità di oggi, era molto più lenta.

Questi fattori consentivano di avere più tempo per analizzare il mercato e definire delle strategie che, molto spesso, rimanevano invariate per anni.

Tutto poteva essere fatto seguendo una certa velocità o meglio, secondo i canoni di oggi, una certa lentezza.

Non è né una critica, né un elogio alla lentezza. E’ semplicemente un dato oggettivo.

Oggi, la situazione è cambiata.

I mercati sono internazionali. I competitors sono numerosi. La tecnologia fa balzi quantici in pochi mesi.

Risultato?

Chi va piano, muore!

Purtroppo, con un pizzico di tristezza, dobbiamo sconfessare questo detto.

Per gli imprenditori di oggi proprio non va bene.

Però, in Italia, un bel po di imprenditori continua (nei fatti) a seguire questo detto.

Gli imprenditori (tanti) italiani sono lenti, a volte immobili, non pronti ad affrontare le nuove sfide del mercato.

  • Forse è paura di affrontare le nuove sfide.
  • Forse è incapacità di leggere i cambiamenti del mercato.
  • Forse è mancanza di conoscenza degli adeguati strumenti di finanza necessaria per sostenere le proprie idee di sviluppo.
  • Forse è la crisi economica che nella loro mente annebbiata persiste.
  • Forse è mancanza di coraggio delle nuove generazioni che per troppo tempo sono state abituate a stare bene sotto l’ala protettrice dei genitori, senza sviluppare alcuna attitudine imprenditoriale a mettersi continuamente in gioco.

 O forse sono tutte queste motivazioni insieme..

Magari uno psicologo o un sociologo potrebbero trovare altre cento motivazioni. Qualunque sia la motivazione così non si può continuare.

Le micro, piccole e medie aziende del lusso stanno sparendo.

I grandi brand del lusso stanno cadendo, uno alla volta, nelle mani di gruppi o fondi stranieri.

Un intero settore potrebbe essere spazzato via. E’ uno dei settori trainanti dell’economia italiana.

Vuoi continuare questa lenta ed ineluttabile discesa verso la fine o vuoi reagire guardando al mercato con una nuova visione?

Scrivi a link di seguito:

 

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